Ep. 7 Matteo Bussola: la mia paternità inattesa

L’unica cosa che arriva nella tua vita per non andarsene più sono i figli. Questo pensiero può far paura, soprattutto se a farlo è una persona che nella vita ha una certezza: non voglio diventare genitore. Matteo Bussola non solo è diventato papà di tre bambine ma non ha voluto arrendersi alla narrazione che solitamente veniva accostata alla paternità. Si è liberato da quella che lui stesso ha definito come “la presunzione di sapere con incontrovertibile certezza quello che vogliamo e quello che ci serve”Ho chiesto a Matteo di raccontarmi come la sua vita si è trasformata, se è vero che la qualità del tempo che trascorriamo con i nostri figli è più importante della quantità. Abbiamo parlato di cose da maschi e cose da femmine. Gli ho chiesto perché suona strano sentire le parole: “sindaca”, “avvocata”, “ingegnera”.La sua paternità inattesa è stata l’esperienza che gli ha permesso di cambiare lo sguardo sul mondo, di definire nuove priorità, di acquisire tutta una serie di abilità che lo hanno fatto migliorare anche come professionista. Matteo è uno scrittore e illustratore. Vive di storie. E le storie formano il nostro immaginario, creano aspettative e contribuiscono a creare la realtà. Buon ascolto!---"Grembo, racconti di pancia" è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace.Questo episodio è stato realizzato insieme a Mustela.Il montaggio è di Agustina Arevalos.La musica è "La jardinera" ed è interpretata da Pablo Sepulveda Godoy.L'illustrazione è di Giulia Rosa.

Om Podcasten

Ciao, io sono Anna Acquistapace e questo è Grembo, racconti di pancia. Ti parlerò di maternità e di tutti quegli aspetti che, a volte, o forse troppo spesso, non vengono a galla. Abbiamo una visione edulcorata della maternità: le donne devono saper conciliare saggiamente genitorialità, relazioni, lavoro. In questo podcast voglio dare voce a persone che raccontano la loro storia di maternità senza filtri e senza giudizi.Non dispenseremo consigli o buone pratiche, e questa è una promessa. L’obiettivo è aiutare, ispirare, avvicinare e far sentire meno sole le persone. Il Grembo è il luogo da cui tutti noi veniamo, il nostro porto sicuro. Ma è anche la nostra finestra sul mondo.